Per la settimana successiva mi sono ritrovato nei suoi discorsi con Paolo.

Ero passato dall’ascoltare involontariamente le storie sugli attori all’ascoltare quello che diceva di me. Sempre dalla stessa finestra, sempre senza poter sentire un’eventuale risposta dell’interlocutore.

Dopo quella settimana non gli ho più detto niente. Non avevo voglia di fornire materiale per un’altra serie di telefonate.
 
Sono rimasto in quella casa soltanto alcuni mesi e poi me ne sono andato per altri motivi. Non so se qualcuno sia riuscito a parlargli, se abbia cambiato abitudini o se le domeniche continuino con le corse sul terrazzo.

Ogni tanto, però, mi torna in mente.
 
Non tanto per la Roma o per le conoscenze nel cinema.

Mi domando se senta ancora Paolo. In pochi mesi io avevo cambiato casa; quello non aveva mai nemmeno interrotto una chiamata.

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