L’unico che mi risponde è il mio dirimpettaio di pianerottolo. Gli spiego quello che ho trovato e lui liquida tutto con quella frase:
“Eh beh, problemi suoi.”
Ora, io sarò anche abituata diversamente. Sono abruzzese: al mio paese, nel giro di un minuto, la notizia avrebbe fatto il giro delle case. Qualcuno avrebbe recuperato il numero del ragazzo, qualcun altro avrebbe già chiamato un parente. Probabilmente ci saremmo pure ritrovati a casa sua per consolarlo dell’accaduto.
Qui mi sembrava già un’impresa trovare una persona interessata ad avvisarlo.
Non pretendevo un’assemblea straordinaria. Una cassetta era stata divelta dentro il nostro condominio e volevo evitare che il proprietario lo scoprisse chissà quando, tornando a casa.
Però va bene, ho capito: l’allenamento di quello di sotto è un’esperienza collettiva. Il telegiornale di quello di sopra pure.
La cassetta scassinata, invece, è un fatto privato.
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