Categories: Storie dal vicinato

Pioggia di polvere

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La prima volta ho pensato fosse sporco portato dal vento, la seconda ho dato la colpa a qualche lavoro nel palazzo, ma oggi ho ritirato le lenzuola appena lavate, ancora profumate di ammorbidente e coperte di polvere, capelli e briciole, e ho capito che la mia vicina del piano di sopra sta svuotando la scopa direttamente sul mio bucato.

Vivo in un appartamento senza balcone e l’unico punto in cui posso stendere fuori è una struttura fissata sotto la finestra. Per magliette e biancheria più piccola riesco anche ad arrangiarmi dentro casa, ma per lenzuola, asciugamani e coperte non ho alternative, soprattutto d’inverno, quando lasciarli ad asciugare nelle stanze significa avere umidità ovunque per due giorni.

All’inizio non avevo mai avuto problemi. Stendevo al mattino, lasciavo asciugare e ritiravo tutto nel pomeriggio. Poi, qualche mese fa, ho cominciato a trovare sui panni una strana polvere grigia. Non una quantità enorme, giusto quella sufficiente a farmi scuotere le lenzuola prima di piegarle.

Pensavo arrivasse dalla strada, anche se abito abbastanza in alto e quella polvere compariva soltanto sul bucato steso fuori. Un giorno trovai persino dei capelli e un pezzetto di carta su un asciugamano. Guardai verso l’alto, ma tutte le finestre erano chiuse.

Rilavai tutto e lasciai perdere.

La settimana dopo accadde di nuovo. Avevo steso una tovaglia bianca e, quando andai a ritirarla, al centro c’era una striscia scura, come se qualcuno ci avesse scrollato sopra un tappetino. C’erano briciole, lanugine e persino qualcosa che sembrava terriccio.

Questa volta salii dalla vicina.

“Mi scusi, per caso ha sbattuto qualcosa dalla finestra?”

Lei mi guardò senza neppure fingere di pensarci.

“No.”

“Ho trovato della polvere sul bucato.”

“E cosa vuole da me?”

“Glielo chiedo perché la sua finestra è esattamente sopra la mia.”

“Allora sarà caduta dal cielo.”

Lo disse con un sorriso che mi fece capire subito quanto sarebbe stato inutile continuare. Le spiegai comunque che quello era l’unico posto in cui potevo stendere e le chiesi, per favore, di non gettare nulla dalla finestra.

“Io in casa mia faccio quello che voglio.”

“Può fare quello che vuole finché non finisce sulle mie lenzuola.”

A quel punto cambiò versione. Prima non aveva buttato nulla, poi improvvisamente ammise che ogni tanto puliva il davanzale.

“Se cade un po’ di polvere non è mica la fine del mondo.”

“Per lei no, perché non deve rilavare tutto.”

Mi chiuse la porta dicendo che ero fissata con la pulizia. Una frase curiosa, considerando che la discussione era nata perché lei eliminava lo sporco di casa propria scaricandolo sulla mia.

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Vicino

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