Quell’estate fu un inferno. Avevo una figlia piccola e dovetti lavarla dentro un catino, scaldando l’acqua sul fornello. Su quello che abbiamo dovuto fare noi adulti per lavarci preferisco sorvolare.
Mi fermo qui perché, ancora oggi, ripensarci mi fa salire una rabbia difficile da spiegare. E questa è soltanto la prima parte, perché il meglio deve ancora venire.
Per trent’anni ho vissuto circondata da decine di persone senza avere problemi. Poi mi sono trasferita nel bel mezzo del nulla per trovare la tranquillità e l’unico vicino disponibile è riuscito a distruggermi mezza casa ancora prima di venirci ad abitare.
L’unico vicino
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