I miei vicini di sotto affittano posti letto nell’abitazione in cui vivono.
Lo sappiamo tutti, anche chi non vuole saperlo. È impossibile non notarlo: c’è un via vai continuo di gente sempre diversa, di ogni età, orario e provenienza. Un flusso umano ininterrotto che si riversa per le scale come un fiume in piena.
C’è chi trascina trolley alle due di notte, chi fuma sul pianerottolo alle cinque del mattino, chi si perde e suona a noi per chiedere “camera free?”. Noi, ormai, quando sentiamo il campanello prima dell’alba, non ci spaventiamo più: sappiamo che non è un’emergenza, è semplicemente un turista confuso in cerca del “posto letto illimitato”.
Sì, perché abbiamo trovato l’annuncio.
Sul sito — nella loro lingua — campeggia fiero: “posti letto illimitati, zona tranquilla, vicina al centro”. Tranquilla un paio di scarpe.
Se la “zona tranquilla” fosse un concetto elastico, allora sì, forse, in un universo parallelo.
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