La mia vicina, negli ultimi mesi, deve aver deciso che la sua missione nella vita è trasformare il suo garage in un episodio di CSI: Condominio.
Ha chiamato chiunque: idraulici, muratori, vicini di casa, amici “esperti”, perfino il cugino dell’amico del nipote “che ne capisce di umidità”.
Tutti, senza eccezioni, a controllare e scuotere la testa.
Ogni volta che mi vede, immancabile la frase: «Eh, sa… il muro del mio garage è umido. Secondo me viene da lei».
E io, ogni volta, a spiegare: «Signora, guardi che non ho nessuna fontana in garage. Non butto acqua a terra. E, soprattutto, il muro dove lei ha l’umidità… non confina nemmeno col mio garage!».
Ma niente. Come se parlassi col muro in questione.
Lei è convinta di questa fantomatica fontana abusiva che io avrei installato, e nella sua testa deve essere tipo quelle di Piazza Navona, che zampillano giorno e notte.
Secondo lei, la mia inesistente cascata personale allaga il mio pavimento e, per magia, l’acqua viaggia orizzontalmente fino a casa sua, attraversando muri che non abbiamo in comune.
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