L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La favela

Sono una studentessa universitaria e vivo in questo condominio da un anno e mezzo; in questo arco di tempo ho solo avuto continui disturbi da parte dei vicini del piano di sotto e di sopra, tale da impedirmi non soltanto il riposo ma anche lo studio, obbligandomi a iniziare a studiare alle 5:30 per avere almeno un’ora di studio “tranquillo”.

La casa è costruita molto male, i muri sono in cartongesso, alla vicina di sopra, mattiniera come me, cadono continuamente oggetti, e dal rumore sembra di averli in camera (e purtroppo non esagero), sento il gatto correre da una stanza all’altra, lei che fa continuamente riparazioni, annaffia le piante cui l’acqua mi arriva sul balcone così come le parti delle sue piante. Ma questo vi giuro che è il minor dei problemi.

Quello che a me disturba maggiormente sono i vicini di sotto: da quando misi piede in questa casa sento a tutte le ore i figli correre come se ai piedi avessero cemento (anche qui, sento rumori sordi che a lungo andare danno molto fastidio, sopratutto in prossimità di un esame dove hai bisogno solo di quiete), i bambini piangere, il padre senza rispetto che urla come un pazzo, anche contro il cane che abbaia, tant è che è da un po’ che registro con l’intenzione di portare tutto in questura perché temo agli effetti negativi di questi bambini; i mobili spostati e sbattuti come se fossero soli al mondo.

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Il padre è il mio maggior problema: ricordo che i primi giorni che mi trasferii, erano le 22 passate, al figlio cadde qualcosa di vetro che si ruppe, ed il padre iniziò a inveire contro il figlio (che andrà all’asilo) con parole abbastanza pesanti, sopratutto dette ad un bambino così piccolo, se già destabilizza una persona adulta. Vorrei precisare che comprendo l’età dei bambini e il mio nervoso non è nei loro confronti, ma verso la gente adulta che dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza.

Senza contare certamente il vicinato che è peggio di vivere alle Favelas, tra chi alle 5 di mattina urla sotto casa, i bambini che sparano i petardi durante le ore di riposo, con il flauto solo per il gusto di disturbare (io suono ma dovetti abbandonare quando venni qui proprio per non dare fastidio); i vicini del primo piano e del piano terra con la musica alta a qualsiasi ora, tant è che una volta scendemmo io e la mia coinquilina, impossibilitate di studiare; e potrei continuare ancora.

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Sono una persona veramente molto rispettosa, di mio silenziosa, ma sto notando serie ripercussioni sulla mia psiche: da qualche tempo ho iniziato a non tollerare più i minimi rumori quando torno a casa mia, anche quando i miei amici parlano a voce sostenuta o il mio cane abbaia, ciò che, prima di trasferirmi qui dentro, non mi dava assolutamente fastidio.

Non so cosa fare, anche perché, per quanto io possa non aver paura, ma quell’uomo non mi sembra propenso ad un dialogo civile, anche perché nessuno degli altri vicini ha parlato e la cosa mi desta sospetto.

Cambiare casa non è possibile, ho cercato per mesi ma i prezzi sono veramente esagerati per un contratto per studenti.

La tecnica che abbiamo ideato io e la mia coinquilina è quella di pestare il pavimento per fargli capire che ci disturbano, e lo sanno perché li abbiamo sentiti parlare di questo; e allora mi chiedo: se sanno che li sentiamo, perché non si limitano? Qui la questione è che “ognuno a casa sua può fare ciò che vuole”, ma credo altrettanto che in un condominio bisogna tenere considerazione anche di chi hai intorno. E ripeto, io sono molto buona, però è anche vero che il mio “diritto allo studio” e “diritto al riposo” è divenuto una facoltà, cioè quando te lo permettono gli altri allora puoi farlo.

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Ditemi voi cosa potrei fare, tenendo in considerazione che non ho idea di chi sia il referente condominiale e che il nostro proprietario è superficiale.

Grazie per l’attenzione.

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