L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Le imprecazioni

Per una volta il VDM sono stato io.

Io, che di solito vivo circondato da vicini rumorosi — di quelli che sembrano avere un talento naturale per scegliere sempre il momento peggiore per fare casino — arrivo al limite. Giornata già storta, telefonata di lavoro importante, concentrazione sotto i piedi.

E loro.

Sempre loro.

Sedie trascinate, voci, passi, qualcosa che cade, qualcuno che urla da una stanza all’altra come se le pareti fossero decorative. Il classico sottofondo che all’inizio ignori, poi tolleri, poi sopporti… e infine no.

Durante la telefonata provo a resistere. Stringo i denti, rispondo, annuisco, faccio finta di niente. Ma a un certo punto qualcosa cede.

Scatta.

Metto in pausa la conversazione, abbasso appena il telefono e — senza nemmeno rendermene conto — libero lo scaricatore di porto che è in me.

Ma non un’imprecazione qualunque.

No.

Un’esibizione.

Un’escalation creativa, fantasiosa, quasi artistica. Una sequenza di bestemmie e insulti così articolata che, a riascoltarla, probabilmente ci avrei trovato una struttura narrativa. Rabbia pura, ma con stile.

Ecco un altro VDI:   Il pub

Volume? Alto.

Molto alto.

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