L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’apparente tranquillità

Abito con il mio compagno da tre anni in questo condominio di otto unità. Otto. Un numero che sulla carta dovrebbe significare tranquillità, buon vicinato, ci si saluta sulle scale. Spoiler: no.

All’inizio sembra tutto normale. Poi, piano piano, inizi a capire che non vivi in un condominio: vivi in una sitcom mal scritta, senza risate registrate.

C’è madre e figlia che urlano di notte, ma non urlano tipo “litighiamo e basta”: urlano insultando, e spesso urlando contro di noi, anche se non capisci bene perché. Forse è sport. Forse è terapia.

C’è il vicino che riesce a intasare le fogne con una regolarità che rasenta il talento. Ogni settimana è colpa di qualcun altro, ovviamente, e ogni settimana si lamenta come se fosse la prima volta nella storia dell’umanità.

E poi c’è lui. Quello che quando ascolta musica è convinto di essere allo stadio. Non “a volume alto”: allo stadio, curva sud, finale di Champions. Quando gli dici che non senti nemmeno la tua TV, ti guarda serafico e ti dice che no, non è alta. Evidentemente il problema è il tuo udito. O la tua esistenza.

Ecco un altro VDI:   Con le buone maniere si ottiene tutto

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