L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’aggressore

Nel mio paese c’è una ferramenta storica, una di quelle piccole attività dove entri anche solo per comprare una lampadina e finisci a parlare dieci minuti del tempo, del raccolto delle olive o del figlio di qualcuno che si sposa.
La gestisce una coppia davvero tranquilla.
Persone normali, educate, che lavorano dalla mattina alla sera senza dare fastidio a nessuno.
Ieri ero lì dentro quando è successo tutto.
E ancora faccio fatica a togliermi la scena dalla testa.
A un certo punto entra questo uomo, il loro vicino di casa.
Io lo avevo già visto in giro qualche volta, ma mai così.
Sembrava uno che covava rabbia da settimane.
Non saluta, non guarda nessuno, entra già urlando.
Diceva che non ne poteva più della pompa dell’autoclave, che continuava a sentirla partire, fermarsi, ripartire, che gli stava distruggendo la vita.
All’inizio loro hanno cercato di calmarlo.
Con pazienza pure.
Lui invece diventava sempre più agitato.
Più parlava e più sembrava alimentarsi da solo.
Finché improvvisamente ha iniziato a buttare all’aria il negozio.
Scatole aperte.
Ferramenta sparsa ovunque.
Espositori rovesciati.
C’era gente immobile che non capiva nemmeno se intervenire o uscire.
La moglie dietro il bancone era pallida.
Il marito provava a tenerlo lontano senza reagire davvero, come fanno le persone per bene quando capiscono che davanti hanno qualcuno che non ragiona più.
Poi però quello è passato alle mani.
Ed è stato lì che ho avuto veramente paura.
Perché quando vedi una persona perdere completamente il controllo te ne accorgi subito.
Cambia proprio l’aria.
Nel negozio c’era un silenzio strano in mezzo alle urla, nessuno sapeva cosa fare, qualcuno cercava di chiamare aiuto, altri continuavano a ripetere:
“Calmati.”
“Basta.”
“Fermati.”
Ma lui sembrava non sentire più niente.
Io ricordo soprattutto la faccia della signora.
Quella faccia non me la dimentico.
Non era rabbia.
Era puro terrore.

Ecco un altro VDI:   Bastardo

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