L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La vicina di letto

La mia VDI — la mia vicina di letto in ospedale — è letteralmente la mia ca**o di nemesi. Giuro che, se qualcuno avesse voluto testare i miei limiti fisici e psicologici dopo un cesareo, non avrebbe potuto creare un esperimento migliore di questa donna.

Ho partorito ieri, taglio cesareo fresco fresco: mi hanno letteralmente aperta, tirato fuori un essere umano, ricucita e spedita a letto con catetere, pannolone e dolori che ti fanno maledire ogni movimento. Lei invece è qui da due settimane per dei controlli. Due settimane. L’energia che ha pare quella di un esercito, io invece sono praticamente fusa con il cuscino.

Dormire? Una fantasia. Perché lei, quando si addormenta, russa come se avesse inghiottito un’intera tribù di cinghiali. Ma non “un po’”, no. Come se stessero abbattendo un bosco con una motosega. E quando non dorme? Passa ore in bagno — ore vere, segnate dall’orologio — oppure al telefono, a urlare in una lingua di cui credo conosca giusto tre parole d’italiano, e neanche quelle benissimo.

Ecco un altro VDI:   Le macchie di umidità

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