L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La triste illusione

Vivo da quattro anni in una porzione di una villetta che definire da sogno non è esagerato: giardino curato, affitto ottimo, padroni di casa adorabili e vicinato tranquillo. Il tutto a due passi dal centro, ma abbastanza lontano dal traffico da sembrare quasi un’oasi.

Il quartiere è particolare: un’ex cava, un po’ avvallato, con palazzetti e villette che si affacciano una sull’altra. Il suono viaggia in modo strano: se un vicino nel palazzo accanto fa uno starnuto, noi lo sentiamo. Se due persone parlano dall’altra parte dell’isolato, capiamo la conversazione. Ma questa, più che un problema, è sempre stata parte del fascino del posto. Qui regna una pace rara per essere in città: poche macchine, poco rumore, solo il fruscio degli alberi e, soprattutto, il canto degli uccellini.

Era la mia colonna sonora quotidiana. Mi svegliavo con il cinguettio, bevevo il caffè in giardino ascoltandoli, era quasi meditativo.

Poi, da qualche settimana, qualcosa è cambiato.

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L’altra sera la padrona di casa mi ha svelato il mistero: nell’attico del super condominio di lusso che sovrasta le nostre villette – quello costruito proprio sulla parete della cava, con vista mare da cartolina – hanno installato una piscina.

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