Lui, detto Ciccio – soprannome guadagnato grazie a un fisico scolpito… da nonna papera, sua vera mentore spirituale – non è neppure il peggiore dei miei vicini.
Però stamattina, complice il fatto che erano le 8:30, che ancora non avevo cazziato nessuno e che la mia sindrome premestruale reclamava una vittima, mi si è chiusa la vena.
Lo vedo ciondolare senza meta nel cortile che condividiamo (con altri cdv, cioè condòmini del villaggio dell’orrore). Io abbasso il finestrino della macchina e lo attacco.
Da cinque settimane nel cortile, che dovrebbe essere un parcheggio e non una discarica, troneggiano ben 12 sacchi di spazzatura condominiali pieni di potature. Dodici. Non uno, non due. Una fila degna di un corteo funebre.
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