L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La signora Bates

A un mese esatto dal trasloco posso dire con assoluta certezza di avere già individuato il personaggio principale del vicinato, quella figura che in ogni quartiere prima o poi emerge naturalmente e decide senza alcuna autorizzazione di diventare contemporaneamente custode morale, osservatrice ufficiale e commentatrice delle vite altrui.

Noi ormai la chiamiamo la signora Bates, soprannome conquistato sul campo soprattutto grazie al figlio inquietante che le vive incollato addosso come un assistente personale del controllo condominiale, già incaricato ufficiosamente di verificare come parcheggiamo, dove parcheggiamo e probabilmente anche quante volte apriamo il cancello durante la giornata.

La cosa più assurda è che questa donna aveva iniziato a infiltrarsi nella nostra vita ancora prima che andassimo realmente ad abitare lì.

Letteralmente.

Entrava in casa mentre stavamo sistemando le prime cose, girava per le stanze con quell’aria da ispettrice comunale in pensione e parlava come se fosse assolutamente normale conoscere già perfettamente tutti i nostri movimenti.

“Ah sì, ieri siete andati via molto tardi, stamattina invece siete arrivati presto, quella stanza io l’avrei sistemata diversamente.”

Ecco un altro VDI:   La Benedizione

Sempre così, sempre con quel tono da persona che non concepisce minimamente il confine tra curiosità e invasione territoriale e naturalmente dispensando consigli, ordini e opinioni sulla gestione del nostro futuro appartamento come se stessimo arredando casa sua e non la nostra.

Adesso stiamo finalmente smaltendo alcuni mobili lasciati dai vecchi proprietari, roba vecchia, pesante, improponibile, praticamente reperti archeologici che per settimane abbiamo provato inutilmente a regalare senza che li volesse nessuno.

Ieri gli operai stavano portando via un comò gigantesco, un catorcio di almeno settant’anni che probabilmente aveva attraversato due guerre mondiali, tre successioni ereditarie e svariate crisi matrimoniali.

E ovviamente lei dov’era?

In giardino, sempre.

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