L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, Vicini chiassosi

la scuola

Il mio vicino infame non è un tizio che sposta mobili alle due di notte.
Non è nemmeno quello che frigge pesce alle 7 del mattino.
No.
Il mio vicino infame è… una scuola.

Sì, avete letto bene: una scuola media.

E pure brutta, di quelle costruite negli anni ’70 con cemento grigio e finestre che sembrano prese da un carcere minorile. Ma l’estetica, in fondo, non è il punto.

Il punto è che ogni mia giornata inizia così: un corteo di automobili parcheggiate “alla come viene viene” davanti al palazzo, clacson, madonne urlate dai finestrini, genitori che si credono tutti tassisti di lusso e devono scaricare il pargolo esattamente davanti al cancello. Poco ci manca che qualcuno un giorno provi davvero a buttare il bambino dentro l’atrio come un sacco di patate da un camion in corsa.

E quando finalmente i ragazzini si mettono in fila davanti alla scuola… ecco lo spettacolo.
Un coro greco di urla.
Le scimmie urlatrici, in confronto, sembrano monache di clausura.
E il vocabolario? Una ricchezza linguistica degna dei peggiori bar di Caracas. Maschietti che danno della “tr**a” alle compagne con la naturalezza con cui dovrebbero dire “ciao”.
Io li sento e mi chiedo: ma sono figli di scaricatori di porto arrabbiati? In una città che, tra l’altro, non ha nemmeno il porto.

Ecco un altro VDI:   Tovaglia sbattuta

Lascia una risposta