Da giorni aspettavo la consegna di un regalo per mio marito.
Quella mattina qualcuno ha suonato al citofono e, senza nemmeno rispondere, sono corsa giù dalle scale in pigiama, ciabatte e con dei capelli che definire improponibili sarebbe un complimento.
Ero convinta fosse finalmente il corriere.
Apro il portone con un bel sorriso e mi ritrovo davanti il postino, con una grossa busta gialla in mano.
“Signora, una raccomandata per lei.”
Con un punto interrogativo stampato in faccia grande più o meno quanto l’ego di Sfera Ebbasta, firmo e torno in casa.
Apro la busta.
È una lettera dell’amministratore.
Tra le righe saltano subito all’occhio frasi come “massima sollecitazione” e “prenderemo provvedimenti”.
Inizio a leggere con il cuore in gola.
Che sarà mai successo?
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