L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La palestra da incubo

Abito all’ultimo piano.

Attico.

Vista bellissima, silenzio, aria, luce, zero vicini sopra la testa.

Quando comprai casa pensai:
finalmente pace.

Errore.

Perché nessuno mi aveva detto che sotto casa avrebbero aperto una palestra di crossfit gestita evidentemente da persone convinte di allenarsi per sfondare le porte di Mordor.

All’inizio ero pure contento.

Meglio una palestra che un bar karaoke o una sala slot.

Pensavo:
vabbè, un po’ di movimento, qualche tapis roulant, due manubri, massimo sentirò musica techno di merda alle sette del mattino.

Invece no.

La musica non la mettono.

Magari.

Il problema è peggio.

Molto peggio.

I pesi.

O meglio: il momento in cui quei cavernicoli finiscono l’esercizio e decidono che l’unico modo possibile per posare un bilanciere sia lanciarlo verso il centro della Terra.

BUM.

Non “toc”.

Non “tum”.

BUM.

Un colpo secco che parte dal piano terra e arriva fino al mio salotto al sesto piano come un messaggio dell’Apocalisse.

La prima volta ero sul divano.

Ecco un altro VDI:   Non è infame, è cattivo

Ho pensato:
terremoto.

Giuro.

Mi sono alzato di colpo guardando il lampadario.

Poi silenzio.

Dieci secondi dopo:

B U M.

Di nuovo.

E lì ho capito che non stava cedendo il palazzo.

Stava facendo squat Ivan il Distruttore.

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