Domenica mattina, ore 9:00.
In teoria l’ora sacra del riposo, quel momento in cui speri di goderti almeno un caffè in pace, magari ancora in pigiama, con gli occhi semichiusi e il silenzio assoluto intorno.
E invece no.
Al piano di sopra, il caos.
Il 13enne decide che la giornata deve iniziare con un concerto a base di urla, porte sbattute e probabilmente qualche mossa di wrestling su mobili innocenti. Pare che si alleni per qualche ruolo in un film d’azione.
La sorella 11enne, invece, ha scelto di inaugurare la sua carriera da pattinatrice artistica… in casa.
Non sul balcone.
Non nel cortile.
No.
In casa.
E te la immagini che derapa nel corridoio come se stesse facendo una gara di pattini contro se stessa, trascinando per terra ogni molecola di rumore possibile.
Il padre, ovviamente, è a lavoro.
La madre… beh, la madre osserva.
O meglio, sopravvive.
Sembra ormai rassegnata a vivere in un parco giochi disordinato, convinta che “tanto è inutile intervenire”.
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