Accaduto tre anni fa.
All’epoca vivevo in una villetta a schiera. Davanti a casa mia, una villa bella grande: il proprietario era un dentista molto conosciuto in zona. Un tipo all’apparenza distinto, giacca stirata e sorriso perfetto, ma che quell’estate aveva deciso di trasformare il suo giardino in una discoteca a cielo aperto.
Il figlio era appena diventato maggiorenne e quindi, per settimane, la colonna sonora della mia vita è stata: stereo a palla, cori da festa e cloro della piscina. Nel pomeriggio riuscivo a sopportare: chiudevo le finestre, accendevo il climatizzatore e amen.
Ma a Ferragosto… hanno superato se stessi. Non solo la musica (di dubbia qualità) sparata fino a notte fonda, ma pure le luci strobo piazzate in giardino. Sembrava di vivere in mezzo a un incrocio con dieci ambulanze a sirene spiegate. Nonostante le finestre serrate, non si riusciva a chiudere occhio.
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