Nelle villette a schiera la pace può finire per molti motivi, ma da noi è bastato un parcheggio comune e un uomo chiamato Grande.
Ogni villetta dispone di alcuni posti auto di proprietà, pagati con appositi eurini al momento dell’acquisto. Poi ci sono i parcheggi comuni, pensati soprattutto per le seconde macchine e teoricamente disponibili a tutti.
La parola importante sarebbe “comuni”.
Per evitare discussioni, la nostra amministratrice, la signora Luce DelSignore, aveva fatto affiggere dei cartelli dal significato molto semplice: bambini, fate a turno e non litigate.
Il messaggio non era rivolto davvero ai bambini.
Prima dell’arrivo dei cartelli, Grande aveva già sviluppato un sistema perfetto per amministrare i parcheggi comuni come se fossero un’estensione della propria proprietà. Possedeva un furgone, la macchina della signora Grande e diverse moto, e riusciva a farli ruotare con precisione militare.
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