A quel punto la curiosità ha lasciato spazio all’istinto di sopravvivenza. Ho accorciato il guinzaglio di Totò e ci siamo allontanati velocemente, mentre alle nostre spalle continuavano a volare urla e oggetti di varia natura.
Non so come sia finita e spero che qualcuno sia riuscito a calmarle prima che la discussione sul rumore notturno diventasse un intervento del pronto soccorso mattutino.
Totò, dal canto suo, non si è nemmeno voltato. Probabilmente ha capito prima di me che, quando alle sette del mattino qualcuno comincia a lanciare terriccio dal balcone, conviene cambiare marciapiede e lasciargli risolvere da soli i problemi di condominio.
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