La gente non sta bene
Mia madre ha una piccola ditta di pulizie.
Fa di tutto: uffici, negozi, condomìni, case private. È una di quelle persone che, anche se il contratto non lo prevede, passa la scopa pure sulle scale “perché non costa nulla e fa bella figura”.
Insomma, è una che lavora con scrupolo, con educazione e senza mai dare fastidio.
L’altra settimana stava sistemando un appartamento: un cliente nuovo, persona gentile, che le aveva lasciato le chiavi perché al momento era fuori città.
Lei entra, fa il suo lavoro come sempre – pavimenti, bagni, polvere, vetri – controlla due volte di aver chiuso tutto e, prima di uscire, si accorge che la dirimpettaia è affacciata.
Quella la ferma sulla porta:
— “Ah, ma è lei che viene a pulire qui?”
Mia madre, col sorriso di chi è abituato a chiacchiere di cortesia, annuisce.
E la signora, gentile, parte in quarta con i complimenti:
— “Bravissima! L’ho vista lavorare, non si sente un rumore, pulisce anche le scale, davvero un piacere vederla. Ce ne fossero come lei!”
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