Per liberarmi dei venditori porta a porta ho provato con l’educazione, con la fermezza e persino fingendo di non essere in casa. Alla fine ha funzionato soltanto la minaccia più assurda che mi sia mai venuta in mente.
Per un periodo suonavano continuamente. Sempre nelle ore peggiori, quando stavo lavorando, mangiando o aspettavo un pacco e quindi non potevo nemmeno ignorare il campanello.
“Driiinnnn.”
“Chi è?”
“Cxxx Energia, dobbiamo controllare la bolletta per verificare se…”
Aprivo e cominciava il solito teatrino. Uno con il tesserino appeso al collo, una cartellina in mano e quell’aria da incaricato ufficiale mandato personalmente dal Ministero delle Bollette.
“Ci fa vedere l’ultima fattura?”
“No.”
“È soltanto un controllo.”
“Da parte di chi?”
“Del suo gestore.”
“Quale sarebbe il mio gestore?”
A quel punto iniziavano a girarci intorno, senza mai rispondere davvero. Non conoscevano il mio nome, non sapevano con quale società avessi il contratto e ovviamente non erano lì per controllare niente. Volevano vedere i dati della bolletta e propormi un nuovo contratto, possibilmente prima che capissi cosa stessi firmando.
Le prime volte cercavo di essere civile.
“Grazie, non mi interessa.”
“Ma lei sta pagando troppo.”
“Può darsi, controllerò da solo.”
“Se ci fa vedere la bolletta glielo diciamo subito.”
“No, grazie.”
E loro continuavano, con un piede quasi sulla soglia e la capacità soprannaturale di trasformare un rifiuto chiarissimo nell’inizio di una trattativa.
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