L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, vicini maleducati

La delicatezza

I nostri vicini non sono mai stati particolarmente socievoli.
Anzi, per essere precisi, sembrano impegnarsi con dedizione quasi professionale nell’evitare qualsiasi forma di contatto umano: sguardi, saluti, respiri nella stessa aria per più di tre secondi. Se esistesse una disciplina olimpica dell’elusione del prossimo, loro avrebbero l’oro fisso al collo.

La scena tipica era questa: noi uscivamo, loro entravano. Noi entravamo, loro sparivano dietro una porta come ninja in missione. Le uniche parole che avevamo sentito da loro in anni erano: “Chiudete il portone con attenzione”. Gentilezza livello robot da magazzino.

Poi arriva aprile 2021.
Un mese qualunque per il mondo, ma non per me: scopro di essere incinta. Felicità, panico, lacrime, ormoni che lavorano come operai del turno di notte in una fabbrica. Arriva settembre e, puntuale come le doglie non ancora iniziate, arriva il nostro trio di passeggini: un pacco grande quanto una macchina piccola, abbandonato con delicatezza nel portone della quadrifamiliare come un meteorite logistico.

Ecco un altro VDI:   Il mancato confronto

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