L’anno scorso ho preso regolarmente in affitto un appartamento arredato.
Era fine febbraio 2020 — quel periodo in cui l’unica cosa che ci preoccupava era se la lavatrice funzionasse o se il frigorifero fosse abbastanza grande. Poi, un mese dopo, sappiamo tutti cos’è successo: lockdown, pandemia, panico, e la vita sospesa per mesi.
In quel caos, la manutenzione della caldaia era l’ultimo dei miei pensieri.
Il proprietario, al momento della firma del contratto, mi aveva assicurato con aria tranquilla e paternalistica che la manutenzione annuale era stata fatta “da poco, il mese scorso”.
Purtroppo — guarda caso — il vecchio inquilino aveva smarrito il libretto della caldaia, e di fatture nemmeno l’ombra, perché, a suo dire, “la manutenzione è affidata a Eni ed è compresa in bolletta”.
Io, ingenuamente, gli ho creduto.
Era fine inverno, la caldaia funzionava, e di certo non avevo voglia di scatenare un’inchiesta condominiale in piena emergenza sanitaria.
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