In genere, non si può che dire che le persone siano maleducate, ma bisogna ammettere che in Scozia il limite di sopportazione per certe cose è davvero alto… quanto basso per altre.
Una delle cose che, stranamente, si tollera con una certa regolarità (almeno nella mia esperienza, e a giudicare da amici e conoscenti non sono il solo a notarlo) è la presenza della “banda cantante” improvvisata. Per chi non avesse mai avuto il piacere di sperimentarla, si tratta di un gruppo di persone — a volte solo due o tre anime coraggiose — che si piazzano in un punto qualsiasi, fanno partire la musica a volume considerevole e iniziano a cantare. Gli orari? Variabili. Non aspettatevi un rispetto religioso per il concetto di “ore canoniche”: l’unica fascia davvero esclusa è la mattina presto.
Curiosamente, non si tratta quasi mai di bambini o ragazzini con la loro energia incontenibile, ma di adulti. Persone consapevoli, presumibilmente, delle proprie scelte artistiche. Qui la gente canta molto per strada, e non è affatto considerato strano. In certi quartieri, specie quelli popolati da musicisti e artisti, le performance sono talmente frequenti che diventano parte del paesaggio sonoro quotidiano. Durante il lockdown, per esempio, la qualità media degli spettacoli era sorprendentemente alta. Per fortuna, questa gente non si è lasciata andare a esibizioni da balcone con microfono improvvisato e playlist di canzonette pop urlate a caso.
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