Nell’appartamento sotto al mio si è trasferito a gennaio un ragazzo del Bangladesh.
Premessa doverosa: non sono razzista, anzi, anch’io sono straniera e so bene che ognuno ha le proprie abitudini, la propria cultura e il proprio modo di vivere.
Il problema non è la sua provenienza.
Il problema è che non ne posso più.
Sono incinta e da quando abita qui ho passato buona parte della gravidanza a vomitare per gli odori che salgono dal suo appartamento.
Qualcuno potrebbe dire che in gravidanza è normale essere più sensibili agli odori, ed è vero.
Peccato che quando lui non cucina io stia benissimo.
Appena iniziano a salire certi odori, che a me ricordano animali morti lasciati al sole da tre secoli, finisco puntualmente chiusa in bagno.
Con quaranta gradi fuori ho trascorso gran parte dell’estate con le finestre sigillate e senza aria condizionata, che peraltro era guasta.
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