Sono le 6 del mattino.
Anzi no.
Le 6:50.
Lo so perché dopo una notte intera passata a fissare il soffitto con l’ansia addosso, finalmente ero riuscita ad addormentarmi da forse mezz’ora.
Quelle dormite leggere, nervose, dove il cervello continua comunque a lavorare in sottofondo.
A un certo punto sento un rumore.
Strano.
Metallico.
Nel dormiveglia non capisco subito cosa sia.
Apro un occhio, guardo l’ora, impreco mentalmente e provo a rimettermi giù.
Silenzio.
Cinque secondi.
Poi di nuovo.
TRRRRRRRRRR.
Lì lo riconosco.
Trapano.
Un cazzo di trapano alle 6:50 del mattino.
Il trapano
Lascia una risposta