Da quando la vicina del piano di sotto si è trasferita, il nostro pianerottolo ha smesso di essere un passaggio comune ed è diventato il prolungamento del suo appartamento.
All’inizio erano comparsi soltanto un paio di sacchetti appoggiati accanto alla porta. Ho pensato che dovesse portarli via, magari roba da buttare o da sistemare in cantina. Sono rimasti lì. Poco dopo si sono aggiunti alcuni ombrelli, poi un tappeto arrotolato e infine una scrivania, sistemata sul pianerottolo con una naturalezza tale da farmi quasi dubitare che le scale fossero ancora uno spazio condominiale.
La scrivania arriva praticamente all’inizio dei gradini e restringe il passaggio. Ogni volta che salgo devo fare attenzione a non urtare uno spigolo, inciampare nel tappeto o agganciare qualche sacchetto. Se dovesse passare qualcuno con una valigia, un mobile o semplicemente con difficoltà motorie, dovrebbe affrontare una specie di percorso a ostacoli.
Ormai non sembra più il pianerottolo di un condominio, ma un secondo garage, solo che nel garage almeno chiudi la porta e il disordine resta dentro.
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