I miei vicini da incubo sono una coppia sulla quarantina con tre figli, conosciuti da tutto il quartiere come “i figli dei fiori”.
Non è difficile capire il motivo.
Sono nudisti convinti e svolgono qualsiasi attività quotidiana completamente nudi: buttano l’immondizia, stendono il bucato, lavorano in giardino e aprono persino ai corrieri senza indossare niente. Non importa che fuori ci siano quaranta gradi oppure venti sotto zero, loro affrontano ogni stagione con una nonchalance impressionante.
Il dettaglio è che non viviamo in mezzo a un bosco sperduto, ma in una via piena di case, dove basta affacciarsi a una finestra per assistere allo spettacolo.
Può capitarmi di scendere per buttare l’immondizia e trovare lui che stende i panni col pisello penzolante. Mi vede, mi saluta con un sorriso enorme e continua tranquillamente il suo lavoro, come se avesse addosso pantaloni, camicia e magari anche una cravatta.
Ormai ci ho quasi fatto l’abitudine.
E vabbè.
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