Il mio vicino è un bar.
Già così basterebbe.
Premetto subito una cosa, perché è fondamentale: io abito qui da undici anni. Undici. Loro, invece, hanno aperto a fine 2021. Non è che mi sono trasferito sopra una movida già avviata e poi ho iniziato a lamentarmi: no. Il locale è sempre stato sfitto, piccolo, anonimo, uno di quei fondi che vedi passando e non ti poni nemmeno il problema di cosa diventeranno.
Davvero minuscolo: oggi dentro ci stanno a malapena un bancone e due tavolini.
Fuori, però, grazie alle agevolazioni Covid del Comune di Milano, è spuntato un dehor piazzato sul parcheggio, che ha trasformato magicamente un buco in un punto di ritrovo serale.
Quando ho visto partire i lavori, ho fatto la cosa più normale del mondo: mi sono informato. Volevo sapere che tipo di attività stessero per aprire, giusto per prepararmi psicologicamente.
Quando mi hanno detto: “Un bar serale notturno”…
mi si è spento qualcosa dentro.
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