La vicina del piano di sotto è ormai diventata una leggenda del condominio. Nonostante sia autunno, con il vento che taglia la faccia e le foglie che entrano fin dentro l’androne, pretende che le porte delle scale restino spalancate giorno e notte. Il motivo? “C’è puzza”. Ma la sente solo lei, perché nessun altro, neanche il più sensibile degli inquilini, ha mai percepito nulla di strano nell’aria.
Capisco che si debba arieggiare ogni tanto — un po’ di ossigeno non ha mai fatto male a nessuno — ma tenere tutto aperto con questo tempo è davvero un’esagerazione. Le correnti d’aria gelide arrivano fino agli appartamenti, e ogni volta sembra di vivere in una galleria del vento.
Provare a parlarle civilmente è inutile: appena si accenna al discorso, si chiude a riccio e pretende di avere ragione, come se fosse lei la custode suprema dell’aria condominiale. Non c’è verso di farle capire che non siamo tutti disposti a congelarci per le sue manie olfattive.
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