Oggi vi voglio raccontare del vicino: il parcheggiatore multiplo, un essere misterioso, una creatura mitologica metà uomo e metà incubo logistico.
Tutto è iniziato quando, sopra di me, sono venuti ad abitare nuovi inquilini. Tre persone, normalissime a prima vista. Educati, silenziosi il giusto, e con quel passo da ballerini di tango misto a tip tap che, se chiudo gli occhi, sembra di essere in una sala da ballo anni ’30. Ma va bene così: tra mezzanotte e le sei non fanno spettacoli, quindi sul fronte rumore non potrei lamentarmi. O almeno… credevo.
Perché poi è arrivato il vero problema, quello che mi ha fatto capire che la matematica non è solo un’opinione: i parcheggi.
Io sarò anche scarsa con i numeri, ma qualcosa non torna.
Sono tre, no?
Uno, due, tre esseri umani.
Con tre auto, massimo tre, pensavo io ingenuamente.
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