Il Wi-Fi di casa mia si arrende dopo sessanta metri quadrati. Gli altri centoventi li attraversiamo senza connessione, ma anche senza sapere cosa stiano dicendo i vicini. Ogni tanto mi innervosisco per una pagina che non si carica, poi leggo le vostre storie e torno ad apprezzare quei muri.
Io e il mio compagno viviamo in una casa costruita nella seconda metà dell’Ottocento. Non è una di quelle abitazioni antiche che sembrano perfette nelle fotografie: ha pavimenti irregolari, scomodi, e difetti con cui bisogna imparare a convivere.
Di spazio ce n’è parecchio. Centottanta metri quadrati, che però dal punto di vista del router si riducono drasticamente.
Cambi stanza, il segnale si indebolisce. Ti sposti ancora e sparisce. Il telefono continua a cercare qualcosa che evidentemente ha deciso di fermarsi dall’altra parte del muro.
In compenso, dall’altra parte del muro si fermano anche i rumori.
Il muro vince
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