Il carissimo vicino.
Quando comprai casa, me lo presentarono come una persona “tranquilla”. Tranquilla sì, ma con la mania del bricolage selvaggio.
Sul muro perimetrale — che, lo ricordo, è mio e suo, non solo suo — aveva già piazzato una bella cucina. Glielo feci notare subito, appena firmati i documenti.
La sua risposta?
— “Ah sì, sì, certo, provvedo subito a rimuoverla.”
Un “subito” che, nella sua lingua, significa mai.
Anzi, col tempo, invece di smantellare, si è allargato: ci ha costruito una fioriera bella grossa. Risultato? Ogni volta che cercavo di sistemare l’intonaco del muro, dopo poco si rovinava di nuovo. Un lavoro di Sisifo.
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