in ogni condominio c’è almeno un personaggio convinto di essere migliore degli altri.
Quello che entra in scena come se fosse sul red carpet di Cannes, quello che si guarda nelle vetrine invece di usarle per vedere cosa c’è dentro ai negozi, quello che è sicuro che ogni donna, prima o poi, finirà per innamorarsi di lui.
Nel mio condominio quel ruolo è già occupato.
Da lui.
O meglio, da quello che lui crede di essere.
Probabilmente non arriverebbe quinto a “Mister Ascensore”, eppure si comporta come se avesse appena vinto Mister Universo.
Indossa sempre magliette attillatissime per mettere in risalto pettorali e bicipiti, ha gli occhi profondi quanto un tombino della metropolitana ed è convinto che il suo sguardo faccia sciogliere ogni donna come un ghiacciolo ad agosto.
Ogni volta che apre bocca racconta delle sue conquiste, modelle, showgirl, attrici, donne bellissime che, a sentir lui, farebbero a gara per passare una serata in sua compagnia.
È amico di industriali, cantanti, attori e politici, frequenta locali esclusivi, feste private e, a quanto pare, metà del jet set italiano.
Gli altri vicini raccontano che qualsiasi persona nomini viene sempre presentata come un suo “grande amico”.
Ora, non è per dire, ma guida una macchina che cade a pezzi, viviamo in un palazzo che sembra la periferia di Kabul, si veste come uno scappato di casa e, soprattutto, lasciatemelo dire, l’unico a vedersi figo… è lui.
La cosa che mi diverte di più è il modo in cui mi guarda quando ci incrociamo.
Mi segue con lo sguardo come una telecamera dotata di sensore di movimento, aggrotta le sopracciglia nel tentativo di fare lo “sguardo laser” e conclude il tutto con una bocca a culo di gallina che, probabilmente, considera irresistibile.
A me ricorda il Mago Forest.
Senza pizzetto.
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