Compro casa nel 2020, dieci giorni dopo l’inizio del lockdown. Tempismo perfetto, da manuale: trasloco congelato, lavori di ristrutturazione bloccati, scatoloni ovunque. Io con le chiavi in mano, pieno di entusiasmo e di progetti, ma fermo come se stessi giocando a Monopoli: “Vai direttamente in prigione, non passare dal via.”
Dopo qualche giorno riesco ad andare a prendere due misure. Non vivo ancora lì, non ho ancora portato niente, non ho nemmeno il tempo di sognare il divano nuovo che incontro l’inquilino del piano di sotto. Faccia cupa, tono da tribunale:
“Eh, già i bambini fanno un sacco di rumore…”
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