L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

I vicini muratori

Presa in pieno la carriola. Un rumore secco, metallo contro carrozzeria, lui che scende dalla macchina furioso e comincia a bestemmiare in turco – perché quando uno è arrabbiato, va in madrelingua. Un concerto da far alzare anche i santi dormienti.

Ed ecco che, come se stessero aspettando il segnale da dentro un bunker, si affacciano loro, dal balcone: “C’è qualche problema?”. Con la faccia da innocenti, come se non fosse colpa loro. Parte la discussione, parole su parole, finché non si arriva al classico epilogo da condominio tossico: non si risolve niente, ma da quel giorno loro mettono il muso. Non salutano più, o se lo fanno, è con un’aria talmente sprezzante che sembra ti stiano facendo un favore a riconoscerti come forma di vita.

E niente, la carriola adesso non c’è più, il cemento si è seccato, ma la tensione nell’aria è rimasta. E nel dubbio, mio marito adesso gira sempre con un faro da miniera in macchina.

Ecco un altro VDI:   Eros e Gigi

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