Abito da più di dieci anni in piena campagna.
I primi tempi erano da cartolina: solo noi, la nostra famiglia, circondati da chilometri di natura, silenzio assoluto, e il cinguettio degli uccellini come colonna sonora. Gli unici “vicini” erano quelli del cimitero accanto: discreti, silenziosi, rispettosi della privacy. Ero convinta che niente e nessuno potesse rovinare quel piccolo paradiso rurale.
Poi, un giorno, la quiete finì. Una coppia over 60 decise di trasferirsi proprio sopra di noi. Niente di male, pensai: forse saranno gentili, magari appassionati di giardinaggio, un po’ di compagnia non guasta.
E invece…
Il primo anno è stato un’escalation di urla, litigi e bestemmie che pareva di avere un megafono puntato in testa. Le porte sbattevano con una tale violenza che le pareti tremavano; ogni volta che lui se ne andava, la chiusura della porta d’ingresso sembrava una cannonata. Due o tre giorni di calma apparente, poi si riprendeva da capo, come se avessero un calendario dei conflitti appeso in cucina.
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