Ispirata da un post visto in pagina: chi vive vicino ai parenti?
Io ho vissuto vicino a mia nonna per anni — non proprio porta a porta, ma in due palazzi diversi, a venti metri scarsi di distanza. Sembrava pochissimo, eppure quella distanza minima creava un confine preciso: la possibilità di salire da lei quando volevo, senza però averla sempre lì, affacciata alla finestra a controllare chi entra, chi esce, chi respira.
E per me andava bene così.
Perché, diciamocelo, vivere proprio attaccati ai parenti è tutta un’altra storia. Io non ci riuscirei, per esempio, ad abitare con i miei cugini nel palazzo accanto, separati solo da un muro sottile che trasmette ogni colpo di tosse e ogni litigio sul telecomando. Non ce la farei a reggere quella vicinanza costante, quell’aria di “tanto siamo di famiglia”.
Perché è proprio lì che scatta il meccanismo fatale:
tanto è mia/o zia/o, nipote, cugino, fratello, sorella…
E allora ci si lascia andare.
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