L’acquisto della casa a schiera era per me l’inizio di un nuovo capitolo: il sogno realizzato. Finalmente un giardino, lo spazio per creare ricordi felici, pace, tranquillità. Almeno così pensavo.
Già dalla prima visita, però, un dettaglio mi aveva lasciato perplesso: il prato era cosparso di cacche di cane. E la casa, attenzione, era disabitata da anni. Il dubbio: com’è possibile?
La risposta non ha tardato ad arrivare. Durante i lavori di ristrutturazione, io e gli operai abbiamo visto il colpevole in azione: un cane, agile come un atleta olimpico, che scavalcava la recinzione con la naturalezza di un parkourista e, tronfio, lasciava i suoi “ricordini” in giardino.
Primo round: vado dalla padrona. Lei, con la faccia contrita, si scusa. “Non succederà più, stia tranquillo.” E io, ingenuo, respiro sollevato. Fine della storia?
Macché.
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