Abito insieme al mio compagno in un appartamento da 50mq, in un palazzo dove in ogni piano ci sono quattro appartamentini. Quindi sì, ho tre vicini. Uno è praticamente un’ombra: lo sentiamo solo quando torna dal lavoro la sera, infila la chiave nella toppa, si chiude dentro e sparisce. Poi ci sono due ragazzi più o meno della nostra età, gentili, tranquilli, ogni tanto ci scambiamo qualche chiacchiera sul pianerottolo. E infine… c’è lei. Colei che, giuro, ogni tanto sogno di traslocare solo per non incrociarla più.
All’inizio pensavo fosse solo un po’ eccentrica. Una di quelle signore superstiziose, magari troppo attaccate a certe “energie negative”. Ma tutto è cominciato con una cosa strana, inquietante: del sale da cucina. Sparso davanti alla nostra porta, sopra e sotto lo zerbino. E non era caduto per sbaglio, eh. Era messo apposta, a semicerchio, tipo quei riti apotropaici che si vedono nei film.
Non sapevamo che pensare. Nessuno ci aveva mai detto nulla, nessuno ci aveva fatto un torto. Così un giorno, parlando con lei mentre blaterava del fatto che il palazzo era “strano”, le ho buttato lì: “Non so che dirle, noi ci troviamo del sale davanti alla porta”. E lei, con uno sguardo che non scorderò mai, ha fatto finta di niente. Ma guarda caso, dal giorno dopo, il sale è sparito.
Ma non era finita. Anzi, quello era solo l’inizio.
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