Abito in un complesso residenziale composto da sei palazzine, tutte costruite a pochi metri l’una dall’altra. Insomma, privacy quasi zero: se qualcuno starnutisce in casa propria, metà condominio gli risponde “salute” senza nemmeno aprire le finestre.
Un pomeriggio qualunque, rientro a casa stanco e con un solo pensiero in testa: cambiarmi e mettermi comodo. Entro in camera, apro l’armadio, comincio a svestirmi, e solo dopo mi accorgo che la tenda è completamente tirata da un lato e la finestra spalancata.
Nel momento esatto in cui alzo lo sguardo, incrocio quello della mia vicina di fronte, appoggiata con nonchalance al parapetto del balcone. Il suo sguardo è eloquente: sorpresa, divertita, un po’ imbarazzata… ma non troppo. Io rimango pietrificato, incapace di reagire, e lei, come se nulla fosse, scoppia a ridere di gusto e rientra in casa.
Penso: ok, figuraccia fatta, andiamo avanti. Ma il destino, si sa, non lascia mai le cose a metà.
Pagine: 12
Lascia una risposta