L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Dexter scontro finale, il quasi omicidio

Non ci potevo credere.

Non avrei mai immaginato di rischiare la vita in un modo tanto stupido, eppure ero lì, a fissare negli occhi il mio potenziale assassino, lui sembrava quasi più spaventato di me, lo sguardo perso, la mascella contratta, come se nemmeno lui avesse capito cosa stava per succedere.

Da uno come Dexter mi sarei aspettato ben altro, magari legato a un lettino nel suo garage, avvolto nel nylon come nelle serie TV, qualche rituale inquietante, un finale degno di un serial killer.

Non certo investito come un topo nel parcheggio del condominio.

Tutto era iniziato quando mi ero chinato vicino alla macchina per controllare un taglio superficiale sul pneumatico, stavo per rialzarmi quando lo vedo.

Dexter.

Arriva verso di me, occhi spiritati, un braccio teso e l’altro con il telefono all’orecchio, continua a urlare il nome di un certo Marco.

Io penso solo una cosa.

“È arrivata la mia ora.”

Ecco un altro VDI:   tacchi

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