L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, Vicini chiassosi

Con le buone maniere si ottiene tutto

Ho un brutto difetto: non sono polemico, non sono attaccabrighe e la mia insicurezza, di solito, mi impedisce di far valere i miei diritti.
Per farmi scattare serve un piccolo aiuto esterno. Non tanto: basta un bicchiere di birra. Uno solo. Lo bevo e i miei freni inibitori crollano come il muro di Berlino. È solo grazie a questa “terapia artigianale” che ho risolto i miei problemi con la famiglia di cafoni del piano di sotto.

Perché sì: se parli a voce alta come se stessi urlando in un megafono, a qualsiasi ora, sei un cafone. Punto.
Il fatto che tu abbia figli non ti giustifica. Alle sei del mattino non hai niente da strillare, così come alle undici e mezza di sera. Insomma: sotto di me vive questa famiglia di caciaroni cronici, che non litiga, no — loro proprio parlano a voce altissima, come se avessero corde vocali tarate sul livello “stadio pieno”.

Io, da bravo insicuro, inizialmente ho provato la via civile: ho contattato l’amministratore, che mi ha detto che avrebbe inviato loro una lettera.
«Però, signore, le conviene affrontarli anche di persona. Se non cambia nulla, poi farà un esposto.»
Ok. Proviamo.

Ecco un altro VDI:   i balconi condominiali.

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