L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Come fosse casa sua

Sentita quella risposta, ha cominciato a chiedere anche delle altre cose.

Le tazzine? Sì. Il bagno? Anche. Gli oggetti spostati? Certo: quando non c’era nessuno, la vicina girava tranquillamente per casa, prendeva quello che le serviva e faceva quello che doveva fare.

Quello che mia cognata aveva attribuito alla propria distrazione erano, almeno in quei casi, le tracce del passaggio della vicina.
 
E non si trattava sempre di una visita veloce, del caffè bevuto mentre il gatto finiva di mangiare.

A volte, per rilassarsi e staccare un po’ dal figlio, si fermava lì tutto il pomeriggio.

Un conto è affidare a qualcuno casa tua per occuparsi di un animale. Un altro è scoprire che quella persona ci passa le ore per stare un po’ in pace, mentre tu sei convinta che sia entrata e uscita in pochi minuti.
 
La cosa più assurda è che mia cognata non ha nemmeno dovuto coglierla sul fatto. È bastato domandarglielo: le ha raccontato tutto candidamente.

Ecco un altro VDI:   Netflix gratuito

Fino al giorno prima mia cognata si chiedeva come facesse a dimenticarsi in giro quelle tazzine. Adesso aveva scoperto di avere un’ospite abituale di cui non sapeva niente.

In quella casa l’unico che doveva aspettare qualcuno per mangiare era il gatto. La vicina si serviva da sola.

Lascia una risposta