L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, vicina urlatrice, vicini maleducati

Coatta

Stamattina all’alba ero in giro con i miei cani.

Vivo in un piccolo paese pieno di persone che hanno paura delle grosse taglie, così, la prima parte dell’uscita la faccio lungo fiume e nei boschi che a quell’ora e a tarda sera sono deserti, e la seconda parte solo al mattino in paese.

Perché?

Perché i cani devono abituarsi a stare in mezzo alle persone, entrare composti nel bar, non abbaiare alle macchine e altri cani.

Nello specifico quello bianco ha sei mesi. Quindi parliamo di 10 minuti “educativi e rafforzativi dell’addestramento”.

Ora, poco distante da casa, una gentildonna tra i 50 e i 60 anni apre la tapparella piano terra come una camionista.

I miei cani scattano, si siedono. Io la guardo.
“Aaaaahh! Non li far cagare qua sotto! Tu qua non devi passare con quei cosi enormi! Poi devo uscire io con la pala!”
Erano le 6 e 30 del mattino.

“Signora, intanto buongiorno. In secondo luogo, sono munita di sacchetti e ho sempre raccolto le deiezioni dei miei cani. In terzo luogo, potrebbe smetterla di urlare come un’isterica e di prendersi tutta questa confidenza con me? Io non so nemmeno chi lei sia, ma di domenica sta tirando giù dal letto tutto il vicinato!”.

Ovviamente in rapida successione questa ha iniziato con la tiritera della gioventù maleducata, (la prendo come un complimento: ho 44 anni), della cattiva educazione, infine ha chiesto che facessi cagare i cani in casa.

Ecco un altro VDI:   Saluti non pervenuti

Parte lo strillo del marito dal piano di sopra.

Vi risparmio come ha apostrofato la moglie.

Signori, ma siamo seri?

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