L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

“Cioè, si sta ribaltando la situazione”

Sono in isolamento post terapia radiometabolica. Tradotto: devo stare attenta, con gli adulti posso interagire a distanza, ma con i bambini no.
Ho già abbastanza da gestire: un Jack Russell indemoniato, due figli al sicuro dalla nonna, e la convivenza con vicini che sembrano usciti da un casting di Bizzarre Avventure Condominiali .

A destra un ragazzo sotto i 30, apparentemente tranquillo, vive da solo e ogni tanto fa comparire una fidanzata diversa.
A sinistra, un B&B che attira ogni genere di fauna: dal turista col trolley rumoroso al cliente che non ha ben chiaro cos’è la privacy (riassunto delle puntate precedenti).

Ieri, ciliegina sulla torta: mentre sto cercando di riposarmi, un bambino mai visto lancia la sua palla dritta nel mio giardino.
Ok, capita. Ma invece di aspettare, questo inizia a martellare il campanello come se stesse chiamando i pompieri.

Io, da dentro: «Allontanati che te la lascio fuori!»
Niente, lui continua. Sembra posseduto.
A un certo punto, non contento, si arrampica, scavalca e si introduce in casa mia.

Ecco un altro VDI:   Le sigarette

Il cane – piccolo, compatto e incazzato come un proiettile – parte come un razzo.
Prima un morso sulla chiappa, poi uno sulla coscia.
Non è abitudine che morda, ma diciamo che non tollera intrusioni non autorizzate.

Io urlo da dentro casa, lo richiamo, riesco a fargli mollare la presa e apro la porta: «Fuori subito!»
Il bambino, in lacrime e strilli, se ne va di corsa.

Dopo poco, inevitabile: arriva la mamma.
Si appende al campanello anche lei – sarà un vizio di famiglia – e comincia a urlarmi contro minacciando denunce e tribunali.

Io, glaciale:
«Signora, io ho le telecamere. Si vede benissimo che suo figlio ha scavalcato da solo. Quindi se qualcuno rischia la denuncia è lei, per non sorvegliare suo figlio che si comporta da topo d’appartamento.»

Lei resta lì, a urlare ancora un po’, poi se ne va borbottando.
Io chiudo la porta e penso: Ma perché? Perché i matti li devo avere sempre tutti accanto a me?

Tra un B&B a sinistra, un adolescente vagamente Casanova a destra e i figli di nessuno che scavalcano come acrobati… il mio villino sembra più un set di reality che un posto dove vivere.

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