L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, Vicini invadenti

Chi la fa l’aspetti

Premessa: qualche settimana prima del primo lockdown mi trovo costretta a lasciare il paesino sperduto in cui abitavo, a 100 km di distanza, praticamente mezzo disabitato. Non avevo scelta: per motivi personali dovevo rientrare nel mio paese d’origine, quindi cerco in tutta fretta una sistemazione.

Miracolosamente riesco a trovarla, concludendo tutto per telefono. L’appartamento non era il massimo ma per un mese di transizione andava bene, e poi, all’epoca, chi poteva immaginare cosa ci sarebbe piombato addosso?

Il giorno del trasferimento però scoppia l’allarme mediatico: “fuga dal Nord verso il Sud”. Caos, allarmismo, gente pronta a scagliarsi contro chiunque si muovesse. E io che di Nord non avevo visto nemmeno l’ombra.

Chiamo la proprietaria, come già fatto più volte, per confermare l’arrivo. Mi rassicura: “Nessun problema, venga pure.”
Sospiro di sollievo, salgo sul pullman con il mio compagno e partiamo.

A metà viaggio, squilla il telefono. È lei. Panico totale: inizia a dirmi che non posso più trasferirmi, che le porto il virus, che vengo dal Nord e non voglio dirglielo, che si è sbagliata a fidarsi. Io lì, su un pullman, in mezzo a una pandemia, senza casa e con i controlli di vigili e polizia a ogni chilometro, vado in tilt. Attacco di panico furioso.

Ecco un altro VDI:   l'asciugatrice

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