L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Breve storia triste.

Rientro dal weekend a Firenze con il mio fidanzato, ancora con negli occhi i tramonti sull’Arno e nella testa la pace di due giorni senza pensieri.
Appena metto piede sulle scale del condominio, però, la realtà mi riporta alla base — letteralmente.

La mia dirimpettaia, una signora di circa ottantadue anni, mi intercetta come un radar. È di quelle che sanno tutto, ma con dolcezza, non per cattiveria: ha sempre un sorriso e una parola gentile.
Mi ferma, mi guarda, e con tono entusiasta mi dice:

“Ah, ma che bello, vi ho visti partire insieme per il weekend! Bravi, bravi… che gioia vedere dei giovani innamorati, ci credi che mi avete messo allegria?”

Io sorrido, un po’ sorpresa, un po’ imbarazzata. È raro che qualcuno ti faccia i complimenti solo per essere felice.
Poi, però, come spesso accade con le persone di una certa età che hanno la lingua più veloce del pensiero, si lascia scappare una frase di troppo.

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